A chi davano fastidio i voucher ?

I voucher sono uno strumento che va incontro a un mondo del lavoro cambiato, in cui è impossibile regolare determinati ambiti con contratti collettivi nazionali. Occorre essere realisti, e ammettere che l’alternativa più probabile ai voucher rischia di essere il lavoro nero.

Certo, occorrono degli accorgimenti per impedire gli abusi: la tracciabilità, ma anche una migliore definizione dei confini di utilizzo. Non andavano eliminati ma al massimo delimitato l’uso, perché, se uno strumento funziona, ben venga il suo utilizzo.

Teniamo presente che il lavoro, in Italia, sconta un problema annoso: l’elevato costo per le aziende. Oggi si dice che con i voucher sono diminuite le tutele per i lavoratori. Ma non si tiene conto del fatto che oggi interi settori produttivi hanno marginalità molto ridotte, e che un’eccessiva rigidità del mercato del lavoro conduce inevitabilmente al fallimento e alla chiusura delle aziende, con conseguente perdita di occupazione.

I voucher avevano l’unica colpa di avere funzionato. A chi davano fastidio ? Solo a qualche sindacato. Il sistema gira tutto intorno a dibattiti sulla distribuzione della ricchezza mentre poco o nulla interessa capire cosa è che la genera.

In Italia un dipendente costa 31mila euro e ne guadagna 16mila. Cioè la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta del lavoratore è al 47%, ovvero l’azienda versa allo Stato 15mila euro, tanto quanto guadagna il dipendente, quindi il datore ha due dipendenti da pagare, uno vero, il lavoratore e uno finto, lo Stato.

Per rimettere le cose a posto basterebbe riportare ad un livello ragionevole il cuneo fiscale/contributivo,cioè dall’attuale 47% al 25%, che è il cuneo previsto dai voucher lavoro.
In questo modo la differenza di aliquota, cioè il 22%, potrebbe essere equamente ripartita a vantaggio tra datore di lavoro e lavoratore, per diminuire il costo del lavoro alle aziende e per aumentare la retribuzione netta al lavoratore. 

Il problema non sono i voucher lavoro, il problema è lo Stato.

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale Popolo Partite Iva

Usa l’icona in basso a sx per condividere l’articolo su FB