Magari il problema fosse solo la pressione fiscale

Burocrazia/pressione fiscale  contro micro imprese . Una battaglia quotidiana impossibile da sostenere.

Prendo spunto, da un post sul social  di un collega per una riflessione :

” 4 mesi fa l’Asl vuole la prova di trazione e carico per una dipendente che lavora ad una macchina, documenta con un filmato. Adesso dovrei certificare questo lavoro, ma il problema e che quel lavoro non l’ho più. Questi arcaici dipendenti pubblici pensano sempre ad un lavoro fisso in tutti i sensi, mentre il lavoro oggi è dinamico. Noi dinamici e loro fissi con le loro regole del 900 e i tribunali che gli fanno da spalla. Conclusione, mi toccherà fare finta di avere ancora il lavoro di 4 mesi fa e certificare il lavoro della dipendente. Si lavora così oggi, con concorrenza spietata per grandi numeri e dipendenti pubblici che non sanno come passare il tempo. E la cosa più triste è che sono giovani e credono in quello che fanno.( cit. Domenico Balducci) “

Leggere lo sfogo di questo collega , ma di esempi ce ne sarebbero a migliaia  , fa capire abbastanza bene perchè non se ne può uscire. La burocrazia sfrenata di questo paese, insieme a larga parte dei mali, dalla cattiva amministrazione alla mala politica, dalla mala giustizia ai portoni spalancati per le infiltrazioni mafiose, fino alla corruzione e tutto il resto, nasce da un paradossale e abominevole eccesso normativo e legislativo, un ginepraio tragicomico di leggi e norme mal scritte, spesso criminose o inutili, spessissimo in conflitto fra loro, largamente interpretabili per piegare legge e giustizia, qualcosa di così enorme da porci dalle 10 alle 20 volte ogni altro paese civile. Carichi burocratici  per lo più incomprensibili e farraginosi. In un Paese messo così è difficile anche essere onesti.

A fronte di tutto questo, più volte evidenziato da giuristi e magistrati di massima levatura, posto che nessun partito accenna minimamente a voler mettere mano veramente al problema (quando hai almeno 160/170 mila leggi di troppo, cancellarne 5000 è una presa in giro) non con i soliti “segnali nella giusta direzione” o “primi passi”, ma facendo davvero una riforma del sistema giuridico e legislativo, anche chi studia e scrive di burocrazia e annessi, quali soluzioni trova? Nuove norme e nuove leggi. 

Basterebbe analizzare il flusso di lavoro prodotto per ogni pratica da parte degli enti preposti ed in particolare il tempo per ogni attività e gli oneri richiesti. Attraverso questa analisi si individuano le criticità, i passaggi, gli ostacoli e si semplifica il flusso tenendo conto come obiettivo gli standard europei (parlo di media, nemmeno degli standard ottimali). Il punto qual’è? Che per semplificare il flusso occorre intercedere sul personale, occorre modificare le prassi dei burocrati e licenziare dove possibile. La politica non licenzia questo è il punto! Ci affogheremo in questo mare! 

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale Popolo Partite Iva

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