Impignorabilità prima casa anche per le banche

La nostra proposta è che in caso di insolvenza incolpevole dimostrata, la prima casa o le attività economiche non debbano essere espropriate , ma tutelate . Al posto del pignoramento, la dilazione del debito e un fondo statale per garantire alle banche gli interessi per un massimo di 5 anni .

In tempi di crisi, i sindaci sanno bene quanto sia grave il problema della casa. Oltre agli sfratti per morosità, l’insolvenza colpisce anche i proprietari di abitazioni, che si vedono pignorare la casa e finiscono in mezzo ad una strada, diventando un problema sociale.
Il ddl che vogliamo suggerire al Governo e che si possa prevedere che la prima casa e le attività economiche necessarie alla sussistenza non possano essere espropriate.

Per contro, le banche danneggiate dall’insolvenza di cittadini che si sono trovati in una situazione economica tale da non permettere il pagamento di mutui e prestiti, verranno tutelate da un fondo nazionale che garantirà loro gli interessi maturati nel periodo di insolvenza.
Il debito, quindi, verrebbe semplicemente dilazionato nel tempo, in attesa che la famiglia possa tornare a pagare.

I costi del fondo che il d.d.l. dovrebbe istituire sono di gran lunga inferiori a quelli sostenuti dai Comuni che devono fronteggiare il problema sociale di chi perde la casa a causa di un pignoramento .
La stessa proposta mira a fermare il fenomeno legato alla criminalità organizzata, che specula sugli espropri acquistando a prezzi stracciati gli immobili che finiscono all’asta giudiziaria.