Bagno fuori norma per 2 cm : CHIUSURA !

A Padova il Comune fa chiudere un nuovo bar prima della apertura perché mancano 2,00 cm di larghezza della porta del bagno, quindi non a norma. Vi è chiaro chi è il primo nemico di ogni imprenditore? Lo Stato !! Migliaia di leggi, regolamenti, divieti, obblighi contro chiunque voglia fare impresa . Come ti muovi commetti un reato ! Le leggi vanno rispettate , ma se durante i controlli ti dicessero che devi adeguare subito, magari ti organizzeresti per tempo, e invece come in questo caso (fosse l’unico) , il responso è arrivato dopo 20 giorni dal controllo e quindi inaugurazione momentaneamente annullata  per effettuare i lavori e la due giorni di eventi no-stop , con vari ospiti rinviati .

Riportiamo screenshot e commento della titolare del locale ripreso dalla sua pagina Facebook :
” Ah, così per dire, il nostro amico ha voluto farsi la foto PASSANDO per la porta incriminata, causa di chiusura dei prossimi “qualche” giorno. I lavori di adeguamento, dopo i controlli, non ci erano stati dati per certi e/o necessari. Invece all’improvviso… ingiunzione di chiusura, perché i disabili non possono accedere al bagno! Come si evince dalle foto. *Riapriamo martedì 11* e festeggiamo tutti insieme sabato 15!”

“No Signori, così non va”- Domande ai vice premier

Domande ai vice premier

Le critiche a cui si prestano le agenzie fiscali e contributive sono veramente una mole impressionante e, purtroppo, tutte fondate. Diciamo purtroppo perché sarebbe anche giusto che chi è debitore verso lo Stato provvedesse a regolarizzare la sua posizione, a patto che tale debito scaturisca da una normale pressione fiscale, da un’equa valutazione delle cause che hanno portato al debito e da un civile tentativo di riconciliazione bonaria. Tutte cose totalmente assenti in Italia. E’ risaputo che in Italia abbiamo una pressione fiscale spesso superiore a paesi scandinavi, ma servizi da repubblica delle banane, che il debito non viene valutato ne vengono prese in esame le motivazioni che l’hanno generato, che spesso tale debito è inesistente, che non vi è mai, dico mai, la possibilità di un accordo civile.

Chiunque si rechi in un ufficio fiscale verrà trattato come un pezzente, anzi come un delinquente, come un evasore che mette in crisi l’intero sistema Italia con il suo operato da “mala vitoso” ( fonte esperienza personale). Una sorta di difesa preventiva che si manifesta sotto la forma di un’aggressività generalizzata tesa a prevenire e spegnere sul nascere qualsiasi contestazione, l’assurdo è che questo comportamento spesso funziona e molti vengono, così, scoraggiati dal ribellarsi a palesi ingiustizie, anche perché i costi per sostenere un eventuale azione in giudizio sono insostenibili per una piccola impresa o lavoratore autonomo.
Ma questo potrà essere possibile solo con un reset .

Non si guarisce un cancro con qualche aspirina e sinceramente nonostante anche noi inizialmente avevamo spinto per una maggioranza giallo/verde che almeno nel periodo pre-elettorale si erano mostrati benevoli , specie per le piccole partite iva , all’orizzonte si vedono solo pannicelli caldi ed aspirine.

Si chiede tempo , purtroppo è proprio questo , quello che ci manca .
Cosa avete intenzione di fare con i minimi INPS obbligatori ?
Cosa avete intenzione di fare con il durc che sta falcidiando una valanga di piccole ditte specie quelle individuali ?
Cosa avete intenzione di fare con la pace fiscale e con quali modalità , visto che le anticipazioni sono da brividi?
Cosa avete intenzione di fare con i tassi troppo alti di soglia di usura bancaria ?
Cosa avete intenzione di fare per arginare il caro fitto delle attività commerciali ?
Cosa avete intenzione di fare verso gli organi accertatori che ti entrano nell’attività e allora escono quando trovano qualcosa da multare ? Avete intenzioni di cambiare le regole di ingaggio?
Cosa avete intenzione di fare con il solve et repete (prima paga e poi fai ricorso) ?

Potrei continuare all’infinito e sicuramente chi leggerà ne scriverà altre , il problema è che la stragrande maggioranza delle cose che ho scritto nel contratto di governo non ci sono , ma sono esattamente le cose di cui il 90% di noi ha necessità urgente , per provare ad andare avanti.

Lino Ricchiuti – Presidente Movimento Popolo Partite Iva

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“Abolizione bollo auto”: la proposta del P.P.I.

Abolire il bollo auto, sostituendo questa imposta di possesso con una sui consumi, vale a dire finanziandola con le vecchie accise che il Governo sembra voglia abolire. La proposta,  “semplificherebbe la vita dei cittadini e semplificherebbe la vita dello Stato”. I primi non dovrebbero più ricordarsi le scadenze per i pagamenti e lo Stato incasserebbe automaticamente le accise senza dover inseguire gli evasori. Il bollo auto, infatti, porta nelle Casse dello Stato circa 6,5 miliardi all’anno, ma l’evasione ammonta a circa 500 milioni.

Con questa proposta ci sarebbe un risparmio della bolletta per il sistema Italia, perché spostando l’imposta sui consumi si allargherebbe la base imponibile. Infatti pagherebbero anche le circa 3,5 milioni di auto circolanti in Italia ma immatricolate all’estero, nonché i turisti stranieri e i numerosissimi camion e Tir che trasportano merci da e per l’Italia. Il risparmio sarebbe maggiore per le famiglie che percorrono pochi chilometri, a partire dai pensionati “che hanno una piccola macchina solo per fare la spesa o andare al cimitero” .

Inoltre con questo sistema si introdurrebbe il principio “che chi più inquina più paga, e quello che a pagare siano coloro che adoperano strade e autostrade”. In questi anni  sono in aumento le auto con targa estera, per lo più della Bulgaria e della Romania, paesi dove non c’è il bollo per l’auto. Anche esse dunque pagherebbero l’imposta. Il principio di fondo  è di far risparmiare il sistema Italia, cancellando l’evasione e facendo pagare a chi più inquina.

E’ una proposta che pensiamo il Governo possa far propria, perché è una proposta di buon senso, intuitiva, semplice. Dopo il primo anno , nel caso di aumento del gettito rispetto alla precedente impostazione , si potrebbe prevedere una riduzione delle stesse accise per lasciare il gettito attuale invariato . Questa proposta, ovviamente rischia comunque di penalizzare chi utilizza l’auto per ragioni professionali, come i taxisti, gli autonoleggiatori, gli agenti di commercio e i piccoli trasportatori.

Nonostante l’abolizione del bollo auto, questi operatori economici ci rimetterebbero, visto l’elevato numero di chilometri che percorrono ogni anno. Senza contare che nella stessa situazione si troverebbero tutte quelle attività artigianali che si spostano quotidianamente con i propri mezzi aziendali per eseguire interventi/riparazioni presso la clientela (come gli idraulici, gli elettricisti, i manutentori, etc.).

E per questi motivi auspichiamo che con l’eventuale accoglimento da parte del Governo di tale proposta vengano introdotti dei correttivi che tengano conto della specificità di molte imprese artigianali.

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento Popolo Partite Iva

Vota su facebook —> : https://www.facebook.com/Ricchiuti.Lino/posts/1801182376669474

La pace fiscale doveva essere una priorità!Doveva…

La pace fiscale doveva essere una priorità! Doveva… ma Equitalia è ancora un mostro.
Lega e M5S dormono.
Su Equitalia sia la Lega sia il M5S hanno fatto campagna elettorale, ma alla prova dei fatti ancora oggi non si parla minimamente di liberare i cittadini dalle tenaglie del mostro Equitalia. E sì, Renzi disse di aver fermato equitalia con proclami che facevano presagire alla fine di un incubo. È cambiato solo il nome, ma il sistema è rimasto identico.

Quel mostro ha causato e sta causando enormi danni al paese portandolo verso l’asfissia. I cittadini sono abbandonati in un sistema ambiguo e per niente trasparente, fermo amministrativo auto, pignoramenti, procedure esecutive e cautelari, espropriazioni di beni mobili e immobili, un meccanismo a dir poco asfissiante.

Ci sono aggravanti che nessuno concepisce e solo quando ci si trova coinvolti nella macchina da guerra della riscossione, si capisce quanto sia difficile uscirne. Questo sistema non sta facendo altro che peggiorare la situazione di famiglie e imprese con conseguenze che portano alla violazione della libertà del cittadino. 

Il problema che molti soggetti che devono pagare le cartelle equitalia, dopo che hanno chiuso le attività, sono attualmente disoccupati, quindi si dovrebbe dare loro anche mandato di andare a rubare, perché come farebbero a pagarle se non hanno la capacità economica per farlo? Una domanda che i signori non si pongono.

Anche perché tutte queste cartelle sono frutto dell’impossibilità di questi colleghi di poter pagare le tasse allo stato e alle istituzioni locali quando avevano le attività aperte. La chiusura è derivata dalla crisi, e non pagare non è un capriccio di chi aveva una attività , ma perché non avevano la capacità per farlo.

Insomma, nessuno si rende conto che questa è una priorità esattamente come l’immigrazione, e che era una delle prime cose da fare al primo consiglio dei ministri ????
So già che leggerò commenti del tipo … diamogli tempo , a costoro rivolgo solo una domanda … attendi da un giorno all’altro l’arrivo dell’ufficiale giudiziario ?

Se la risposta è no … vuol dire che non sai cosa significa vivere con l’ansia del postino (pec) . A un condannato a morte sul patibolo , non parlargli di quanto sarà bella l’alba del domani , rischi un bel “vaffanculo” .

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento Popolo Partite Iva

Partite Iva: Continuano i pignoramenti,ma le priorità sono altre

Sign. Onorevoli Di Maio & Salvini , visto che il ministro Tria non muove foglia senza vostro imput (lui non ha fatto promesse elettorali in quanto non eletto), se davvero avete intenzione in un prossimo futuro spero non troppo prossimo di fare questa benedetta e sbandierata #pacefiscale che a qualcuno ha portato parecchi voti , fate inviare una circolare alla nuova Equitaglia che sospenda tutti i pignoramenti , blocchi dei c/c , fermi amministrativi che stanno ancora martoriando ogni giorno decine di colleghi che stanno perdendo tutto.. compreso la dignità (giusto per stare in tema del decreto). 

Se avete preso un botto di voti è perchè la gente , stanca delle televendite degli ultimi 7 anni ha voluto cambiare.
Una circolare non ha costi per lo Stato e si fa in pochi minuti. Se siete troppo impegnati , uno per i migranti , l’altro per ridare dignità ai lavoratori e non avete tempo per farla , la scrivo io gratuitamente. I provvedimenti ingiuntivi che stanno arrivando in questi giorni , in mancanza di una nuova direttiva verso la società di riscossione , saranno solo ed esclusivamente addebitati a voi.

Capisco che in questo periodo si sta verificando un fenomeno strano: ” l’autocensura”e cioè che come critichi le azioni del governo ti arrivano 2000 bestemmie perchè hai osato dire pubblicamente quello che pensi , forse sarà capitato anche a voi , allora a volte fai per scrivere un tuo pensiero , ma poi ti fermi e dici …. chi se li becca ora queste 5000 parolacce ? Meglio stare zitto . 

Solo che poi rileggo i diversi msg disperati che ogni giorno mi inviano nostri colleghi e dico fanculo le televendite , da qualunque parte arrivino. Se presiedi un movimento politico , non puoi fare la parte dell’ignavo e devi assumerti le tue responsabilità, anche se non ti portano consenso.
Bene , l’ho detto.
Sotto con le bestemmie , ora.

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento Popolo Partite Iva

Ecco come un’azienda muore di Equitalia – La lettera di una imprenditrice

Ecco come un’azienda muore di Equitalia – La lettera di una imprenditrice

La chiamata è arrivata in mattinata, un fulmine a ciel sereno. «La società di riscossioni  ha pignorato tutti i conti della società. È arrivato adesso l’atto». Una cartella da 70mila euro, relativa allo scorso anno d’esercizio. E non è nemmeno la prima. Dal 2010, anno in cui è iniziata la vera e propria crisi con il conseguente dimezzamento del fatturato e revoca degli affidamenti bancari, ne sono arrivate altre. Tutte relative a Irap, Irpef, Iva e vari anticipi delle imposte mai versati. Perché mai versati? Non c’era margine. O si pagavano dipendenti e fornitori, o si pagavano le imposte. Non è che ci fosse molta scelta.

Dal 2010 a oggi la situazione è andata via via peggiorando. Contratti che saltavano per riduzioni di budget, clienti che chiudevano, banche che revocavano affidamenti da un giorno all’altro, costi che salivano esponenzialmente, clienti che pagavano anche oltre i 180 giorni. Un disastro. Già un paio d’anni anni fa avevo capito che non c’era più niente da fare. L’azienda non si poteva salvare in alcun modo. Mio padre, no. Lui non ha voluto arrendersi. L’azienda è la sua vita, la sua passione. Ha provato a svenarsi per poterla salvare. Chiaramente non c’è riuscito. Era una missione impossibile.

A fine 2012 arrivano le prime cartelle esattoriali. Cifre da capogiro, gonfie di interessi, aggi e sanzioni che andavano quasi a raddoppiare gli importi inizialmente dovuti. Contestualmente arrivano i primi pignoramenti presso alcuni clienti, mai notificati. Sono stati i clienti stessi ad avvertirci. Decidiamo quindi di avviare le procedure per la rateizzazione del debito. Inutile, vengono fuori importi pari all’incasso totale mensile dell’azienda.

Che facciamo? Un dipendente di Equitalia ci consiglia di lasciare attivo il pignoramento oltre i termini di legge, così da pagare comunque una parte del debito. E così facciamo. Peccato che con una rateizzazione in essere, scopriremo in seguito che tutti i pagamenti ricevuti da terzi non concorrono al saldo delle rate. E così la pratica decade. E loro nel frattempo hanno incassato quasi 50 mila euro.

Torniamo a parlare con alcuni dirigenti di Equitalia, chiedendo se alla luce delle nuove normative ci fosse la possibilità di rateizzare nuovamente la cifra, questa volta a 10 anni. Sì, si potrebbe fare. Basta portare il bilancio. Ci consigliano nuovamente di lasciare attivi i pignoramenti in atto per evitare nuove azioni di riscossione. Ci avvertono, però: adesso c’è il mini-condono e la situazione è un po’ più calma. C’è una sorta di pace armata. Ma appena scadrà, Equitalia tornerà a colpire. E difatti, così è: colpisce più forte di prima. E stavolta fa davvero male.

Nonostante le parecchie migliaia di euro incassate, nonostante la ricerca di un accordo per provare a saldare la cifra, oggi si è arrivati all’epilogo peggiore. Il blocco di tutti i conti. È finita. Kaput. Stavolta è finita per davvero. Hanno decretato la morte dell’azienda per via raccomandata. Una mossa non solo odiosa, ma terribilmente stupida. Pignorare tutti i conti. E come pensano che un’azienda possa continuare a lavorare per saldare il proprio debito? Come paga i dipendenti? E i fornitori? E l’affitto dell’ufficio? E le spese di luce e telefono? Che importa, quelli son fattacci tuoi.

Ripensando ora a tutte le mosse, col senno di poi dico: hanno fatto bene. Stupidi noi a credere alla buona fede di Equitalia e del Leviatano. Mai fidarsi del proprio aguzzino. Uno Stato vessatorio e prepotente che pensa possa essere sostenibile una pressione fiscale reale sulle PMI al 68.3% che rispetto vuoi che possa avere per il proprio contribuente? Cosa vuoi che gli importi se non riesci a pagare? Lui di quei soldi ha bisogno. Per pagare sprechi, tangenti, ricche prebende. Manco gli interessano per mantenere i servizi pubblici, a giudicare dallo stato di abbandono e inefficienza. È come un tossico che vuole la sua droga. E ne vuole sempre di più. È inarrestabile. E passerebbe sopra il cadavere di chiunque pur di ottenerla.

Non ha alcuna pietà. Non gli interessa nulla di te. Sei solo un numero. Sei solo un contribuente da vessare, e della peggior specie: sei uno sporco evasore. Sei un ladro. Sei un bastardo. Poco importa se hai dichiarato tutto, ma non avevi i mezzi per pagare, per poter mangiare e mandare avanti l’attività. Rimani un rifiuto della società. Per la massa sei un delinquente. E ti meriti la gogna, ti meriti la fame. Così impari a voler fare libera impresa in un Paese che la libera impresa la osteggia e la disprezza. È giusto così.

Anna F.

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“La resa di un piccolo imprenditore” – FAI GIRARE

“Caro” Stato , hai vinto , chiudo la partita iva e da oggi : 

1.non dovrò più umiliarmi in banca per spiegare che il mio bilancio fa schifo, non perchè non so lavorare ma perchè i clienti non pagano
2. non dovrò più essere costretto ad usare i fidi bancari a tassi osceni
3. non dovrò piu pagare quote associative ad associazioni che alla fine dei conti ti aiutano solo ad adempiere agli obblighi
4. non dovrò piu pagare il commercialista e il consulente del lavoro
5. non dovrò mai più pagare avvocati
6. non dovrò piu comprare marche da bollo da 14,62 e poi da 16,00 per il libro giornale e il libro inventari
7. non dovrò piu pagare il canone per le licenze dei software
8. non farò più la comunicazione dati iva
9. non farò piu la dichiarazione modello unico e non pagherò più l’irpef
10. non farò piu la dichiarazione irap e non pagherò più l’irap
11. non pagherò piu gli f24 per l’inps e l’inail
12. non dovrò mai più richiedere un durc
13. non dovrò mai più pagare la cassa edile
14. non farò piu lo spesometro
15. non farò piu gli studi di settore
16. non dovrò più mandare lettere per la tutela della privacy e redigere il documento programmatico
17. non dovrò più andare a fare il corso pronto soccorso e corso antincendio
18. non dovrò mai più sentire parlare di sistri e di registro rifiuti
19. non avrò più bisogno di pagare manutenzioni di stampanti e computer
20. non dovrò più chiedere la fattura quando vado a mangiare una pizza
21. non dovrò più tenere tutti gli scontrini di qualsiasi acquisto
22. non dovrò più andare all’agenzia entrate
23. non dovrò più lottare contro l’equitalia e fare la conoscenza anche con la nuova sanguisuga
24. non dovrò più svenarmi per pagare i finanziamenti
25. non dovrò più passare notti in bianco per pensare come fare per pagare i miei dipendenti perchè grazie a voi li ho dovuti tutti licenziare ed ora daglielo tu un posto di lavoro che hanno famiglia e mutui da pagare 
26. non dovrò più subire la gogna di processi penali con il giudice di fronte e la gabbia a destra , solo perché a volte ho dovuto decidere se pagare gli stipendi o i contributi perché non avevo alternativa
27. non dovrò vivere più con l’ansia giornaliera del postino che mi stava distruggendo la salute.

Ora venite tutti a prendere gli immobili, venite pure la porta è aperta !
Lo Stato e le banche vogliono i muri ?? Che se li prendano. Vendete all’asta quello che volete, la porta è aperta !
Decreti ingiuntivi, atti di precetto, ipoteche, sequestri, pignoramenti, fate pure ! La porta è aperta.
PORTATE VIA TUTTO, SVENDETE TUTTO ne avete diritto con i titoli esecutivi,  così imparo a voler fare libera impresa in un Paese che la libera impresa la osteggia e la disprezza. È giusto così.

Marcello V.

– Questa purtroppo è una delle tante lettere aperte che colleghi o ex colleghi mi inviano , renderle pubbliche è un atto dovuto , perchè troppi italiani sono volutamente tenuti all’oscuro di ciò che sta accadendo nel Paese.
Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento Popolo Partite Iva

Magari il problema fosse solo la pressione fiscale

Burocrazia/pressione fiscale  contro micro imprese . Una battaglia quotidiana impossibile da sostenere.

Prendo spunto, da un post sul social  di un collega per una riflessione :

” 4 mesi fa l’Asl vuole la prova di trazione e carico per una dipendente che lavora ad una macchina, documenta con un filmato. Adesso dovrei certificare questo lavoro, ma il problema e che quel lavoro non l’ho più. Questi arcaici dipendenti pubblici pensano sempre ad un lavoro fisso in tutti i sensi, mentre il lavoro oggi è dinamico. Noi dinamici e loro fissi con le loro regole del 900 e i tribunali che gli fanno da spalla. Conclusione, mi toccherà fare finta di avere ancora il lavoro di 4 mesi fa e certificare il lavoro della dipendente. Si lavora così oggi, con concorrenza spietata per grandi numeri e dipendenti pubblici che non sanno come passare il tempo. E la cosa più triste è che sono giovani e credono in quello che fanno.( cit. Domenico Balducci) “

Leggere lo sfogo di questo collega , ma di esempi ce ne sarebbero a migliaia  , fa capire abbastanza bene perchè non se ne può uscire. La burocrazia sfrenata di questo paese, insieme a larga parte dei mali, dalla cattiva amministrazione alla mala politica, dalla mala giustizia ai portoni spalancati per le infiltrazioni mafiose, fino alla corruzione e tutto il resto, nasce da un paradossale e abominevole eccesso normativo e legislativo, un ginepraio tragicomico di leggi e norme mal scritte, spesso criminose o inutili, spessissimo in conflitto fra loro, largamente interpretabili per piegare legge e giustizia, qualcosa di così enorme da porci dalle 10 alle 20 volte ogni altro paese civile. Carichi burocratici  per lo più incomprensibili e farraginosi. In un Paese messo così è difficile anche essere onesti.

A fronte di tutto questo, più volte evidenziato da giuristi e magistrati di massima levatura, posto che nessun partito accenna minimamente a voler mettere mano veramente al problema (quando hai almeno 160/170 mila leggi di troppo, cancellarne 5000 è una presa in giro) non con i soliti “segnali nella giusta direzione” o “primi passi”, ma facendo davvero una riforma del sistema giuridico e legislativo, anche chi studia e scrive di burocrazia e annessi, quali soluzioni trova? Nuove norme e nuove leggi. 

Basterebbe analizzare il flusso di lavoro prodotto per ogni pratica da parte degli enti preposti ed in particolare il tempo per ogni attività e gli oneri richiesti. Attraverso questa analisi si individuano le criticità, i passaggi, gli ostacoli e si semplifica il flusso tenendo conto come obiettivo gli standard europei (parlo di media, nemmeno degli standard ottimali). Il punto qual’è? Che per semplificare il flusso occorre intercedere sul personale, occorre modificare le prassi dei burocrati e licenziare dove possibile. La politica non licenzia questo è il punto! Ci affogheremo in questo mare! 

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale Popolo Partite Iva

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A chi davano fastidio i voucher ?

I voucher sono uno strumento che va incontro a un mondo del lavoro cambiato, in cui è impossibile regolare determinati ambiti con contratti collettivi nazionali. Occorre essere realisti, e ammettere che l’alternativa più probabile ai voucher rischia di essere il lavoro nero.

Certo, occorrono degli accorgimenti per impedire gli abusi: la tracciabilità, ma anche una migliore definizione dei confini di utilizzo. Non andavano eliminati ma al massimo delimitato l’uso, perché, se uno strumento funziona, ben venga il suo utilizzo.

Teniamo presente che il lavoro, in Italia, sconta un problema annoso: l’elevato costo per le aziende. Oggi si dice che con i voucher sono diminuite le tutele per i lavoratori. Ma non si tiene conto del fatto che oggi interi settori produttivi hanno marginalità molto ridotte, e che un’eccessiva rigidità del mercato del lavoro conduce inevitabilmente al fallimento e alla chiusura delle aziende, con conseguente perdita di occupazione.

I voucher avevano l’unica colpa di avere funzionato. A chi davano fastidio ? Solo a qualche sindacato. Il sistema gira tutto intorno a dibattiti sulla distribuzione della ricchezza mentre poco o nulla interessa capire cosa è che la genera.

In Italia un dipendente costa 31mila euro e ne guadagna 16mila. Cioè la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta del lavoratore è al 47%, ovvero l’azienda versa allo Stato 15mila euro, tanto quanto guadagna il dipendente, quindi il datore ha due dipendenti da pagare, uno vero, il lavoratore e uno finto, lo Stato.

Per rimettere le cose a posto basterebbe riportare ad un livello ragionevole il cuneo fiscale/contributivo,cioè dall’attuale 47% al 25%, che è il cuneo previsto dai voucher lavoro.
In questo modo la differenza di aliquota, cioè il 22%, potrebbe essere equamente ripartita a vantaggio tra datore di lavoro e lavoratore, per diminuire il costo del lavoro alle aziende e per aumentare la retribuzione netta al lavoratore. 

Il problema non sono i voucher lavoro, il problema è lo Stato.

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale Popolo Partite Iva

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Decreto dignità.. era davvero quello che serviva ?

Troppo facile  fare campagna elettorale dicendo abbassiamo le tasse ( e qua dentro ci metto tutti … quasi tutti).
Poi parli con colleghi lavoratori autonomi , quelli che ancora ragionano non per partito preso , ma con la propria testa e ti dicono : “Mai e poi mai consiglierei a mio figlio/a di aprire una partita iva”.
Già , perché forse non sono chiare quali sono i problemi reali che sono alla base di questa sfiducia dei piccoli imprenditori  nei confronti dello Stato, oltre ai tanti “pizzi” che si è obbligati a pagare obtorto collo. Quelle che per capirci ci sfibrano ogni giorno , ma che se non ci sei dentro non puoi capirle.

Facciamo un esempio (altrimenti si parla di aria fritta).
Tu e il tuo commercialista avete seguito puntualmente le regole che ti hanno imposto, ma poi vuoi o non vuoi un accertamento puó sempre capitare.. e da lí a passare al contenzioso vero e proprio é un attimo.

Il rischio, purtroppo, é che bisogna aspettare anni affinché la giustizia tributaria faccia il suo corso, ma comunque dovrai pagare le spese di difesa dato che commercialista e avvocato tributarista vanno pagati in ogni caso, che tu abbia ragione o meno, e spesso a prescindere dalla bravura di chi ti assiste. E questo non prima di aver pagato un terzo per poter contestare (follia pura … paga e poi puoi difenderti), e questo ovviamente in aggiunta agli oneri dei vari consulenti.

Ma mettiamo che vai in commissione tributaria provinciale e VINCI .. finita ? Macchè ! L’ente forte di una sfilza di avvocati che paghi sempre tu con la fiscalità generale , va avanti fino alla cassazione con la speranza che nel frattempo fallisci e non hai più soldi per continuare la lite.

Una delle nostre proposte nel nostro programma era che , se il contribuente vince il primo grado di giudizio , nessun ente dovrebbe poter fare appello , il contrario si , condannando l’ufficio alle spese con nota di demerito verso la stessa agenzia ( accumulando tot note di demerito il responsabile dell’ufficio viene trasferito in altra regione … voglio vedere in quanti sarebbero disposti ancora a fare accertamenti adminchiam sapendo che sarebbero spediti in altri luoghi ben distanti).

Domanda : quali partiti o movimento propongono una cosa del genere ? E’ estremismo dire che se a un contribuente, un giudice in nome del popolo italiano gli da ragione , l’ente non dovrebbe opporsi ?

Ce ne sarebbero altri di esempi  per ora mi fermo a questo, ma sono convinto che ognuno di voi leggendo queste righe gliene saranno venuti in mente altri… parecchi “altri” .

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale Popolo Partite Iva