Relazione patto federativo PPI e FDI

Cari amici, sostenitori e simpatizzanti del PPI come già annunciato nei giorni scorsi il 7 dicembre tramite conferenza stampa alla Camera è stato sancito il patto federativo tra noi e Fratelli d’Italia.
Ringrazio per l’enorme lavoro svolto il coordinatore nazionale Paolo Sabbioni e tutto il direttivo del PPI.

Il patto federativo prevede che tutti gli emendamenti da presentare nelle commissioni o in aula e che riguardano il mondo delle partite iva siano discusse e concordate tra le due forze politiche.

Qui non si tratta di utilizzare il metodo simpatia o antipatia per questo o quel leader politico , ma per come siamo messi , la nostra è più una azione basata sulla sostanza . Non si tratta di avere o meno fiducia o simpatia in chi rappresenta il partito con il quale ci siamo federati , quello che a noi interessa è che i punti programmatici per cui ci siamo sempre battuti possano tramutarsi in proposte di legge ed emendamenti e per fare questo occorrono gli uffici legislativi che se sei fuori dal Parlamento puoi solamente proporre sui social. Ma le vessazioni non si sconfiggono con i post sui social , quelli al massimo servono per confrontarci.

Quindi si inizierà subito con le interrogazioni urgenti per il saldo e stralcio e che comprenda tutti i tipi di imposte, per la fatturazione elettronica e per entrambi i provvedimenti saremo insieme in piazza Montecitorio il 12 dicembre alle ore 11.

Inizieremo subito a lavorare per affrontare gli altri problemi :

Durc ; Contributi minimali INPS o di altre casse previdenziali da abolire; Lavoro di cittadinanza (ovvero riconoscere fino alla soglia do 9.360 euro annuo la linea di tax free (780×12), ovvero in esenzione di qualsiasi imposta nazionale, locale, contributiva (proposta Lino Ricchiuti – Guido Crosetto , annunciata in conferenza stampa);

Total tax flat , ovvero una tassa omnicomprensiva le cui aliquote possano entrare nel range tra il 30/40 % , partendo ovviamente dalla zona free tax, esempio: reddito 20.000 – 9.360 = 10.640 su questo si calcola il 30% ovvero 3.192 ( o il 40% a questo servono gli uffici parlamentari per verificare costi e coperture ) .
Se si pensa che adesso solo di INPS si paga 3.700 euro a prescindere se lavori o meno . Quindi tassazione ma sul reale reddito , non presunto;

Impossibilità per gli enti di ricorrere in appello se soccombenti in primo grado;

Abolizione del solve et repete (prima paghi e poi ricorri);

Introduzione del diffidare ad adempiere entro 30 gg durante i controlli a meno di gravi violazioni ( e non come ora che come entrano ogni scusa è buona per fare una multa ) e altri punti che fanno parte del nostro programma.

Con FdI lavoreremo per portarle in aula e poi vedremo chi voterà a favore e chi no.
Al momento non ci sono elezioni nazionali all’orizzonte , quindi l’accordo è più di sostanza che a portar voti come qualcuno ha ventilato ,certo , ci saranno elezioni europee o regionali e se avremo nostri candidati che se la sentiranno di concorrere li proporremo a FdI , lo prevede il patto federativo, in ogni caso questi candidati “prestati” a FdI risponderanno sempre e solo al PPI .

Ovviamente va da sé che più forte diventerà FdI , maggiore sarà anche il nostro peso all’interno della federazione , oggi dobbiamo solo essere fieri che il quinto partito nazionale al quale si sono rivolti tantissimi movimenti e associazioni per federarsi , abbiano scelto noi del PPI e quindi primo obiettivo comune oltre a lavorare sulle normative sarà di scalare la classifica del gradimento degli italiani .

Fidarsi o meno ? Saranno gli emendamenti che verranno presentati che dimostrerà immediatamente , anche ai diffidenti , la bontà per tutti noi di questo accordo .

In vista del congresso che si terrà nei primi 2 mesi del 2019 che avrà anche il compito di riorganizzare territorialmente il movimento Popolo Partite Iva tutte le nomine regionali e locali sono revocate a far data da oggi 8 Dicembre 2018.

Ringrazio tutti i tesserati e sostenitori del PPI sottolineando che tutto ciò è fatto GRATIS e quando ci muoviamo, sacrifichiamo lavoro ( chiudiamo l’attività visto che spesso lo si fa in settimana) e famiglia. Le uniche entrate sono dai tesseramenti e donazioni , che ci permettono di promuovere, spostarci e mantenere in vita il movimento.

Grazie a tutti voi , un abbraccio e andiamo avanti !
Lino

(in Foto da DX : On. Marco Osnato (capogruppo FdI in commissione Finanze) , On. Francesco Lollobrigida (capogruppo FdI alla Camera) , On. Guido Crosetto (coordinatore nazionale FdI), Lino Ricchiuti (Presidente PPI) , Sen. Adolfo Urso (Vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

Impignorabilità prima casa anche per le banche

La nostra proposta è che in caso di insolvenza incolpevole dimostrata, la prima casa o le attività economiche non debbano essere espropriate , ma tutelate . Al posto del pignoramento, la dilazione del debito e un fondo statale per garantire alle banche gli interessi per un massimo di 5 anni .

In tempi di crisi, i sindaci sanno bene quanto sia grave il problema della casa. Oltre agli sfratti per morosità, l’insolvenza colpisce anche i proprietari di abitazioni, che si vedono pignorare la casa e finiscono in mezzo ad una strada, diventando un problema sociale.
Il ddl che vogliamo suggerire al Governo e che si possa prevedere che la prima casa e le attività economiche necessarie alla sussistenza non possano essere espropriate.

Per contro, le banche danneggiate dall’insolvenza di cittadini che si sono trovati in una situazione economica tale da non permettere il pagamento di mutui e prestiti, verranno tutelate da un fondo nazionale che garantirà loro gli interessi maturati nel periodo di insolvenza.
Il debito, quindi, verrebbe semplicemente dilazionato nel tempo, in attesa che la famiglia possa tornare a pagare.

I costi del fondo che il d.d.l. dovrebbe istituire sono di gran lunga inferiori a quelli sostenuti dai Comuni che devono fronteggiare il problema sociale di chi perde la casa a causa di un pignoramento .
La stessa proposta mira a fermare il fenomeno legato alla criminalità organizzata, che specula sugli espropri acquistando a prezzi stracciati gli immobili che finiscono all’asta giudiziaria.

Decreto fiscale : le proposte delle partite iva

L’azione politica da portare avanti è quella sulle gabelle dette impropriamente tasse, che non sono legate al reddito e ai meccanismi idioti di recupero crediti vantati verso l’amministrazione pubblica (credito iva e fatture inevase dalla PA). Dico questo, perché di cose su cui mobilitarsi ce ne sarebbero tante ma sortirebbero il risultato di creare confusione ed essere poco incisive. Prima di tutto distinguiamo in modo netto il settore privato personale da quello delle partite iva.
Qui parliamo solo di aziende.

I° categoria. Patrimoniali che bloccano il mercato immobiliare oltre che incostituzionali.

Tari: una patrimoniale camuffata da smaltimento rifiuti, che oltre a non smaltire un bel niente , visto il costante aumento della stessa , è calcolata a mq. inclusi i soppalchi e scoperto. Doppia presa per i fondelli.

IMU: Patrimoniale o bancomat della PA, come la Tari, aumenta in progressione, anno dopo anno, ed è calcolata in base a valori arbitrari fuori mercato, che avrebbe un senso se a quei valori se li comprassero loro gli immobili, ma polemica sterile ed inutile, ai parassiti servono i soldi e quella è la quantità.

P.S. : I VALORI PAGATI NON SONO DETRAIBILI, QUINDI SONO IL NOSTRO UTILE.

II° Rimborsi e tasse sul lavoro.

Rimborso Iva a credito che fra fidejussioni e Durc, Insieme ai crediti vantati dalle aziende private verso le PA, sta facendo fallire aziende sane che non riescono più ad appropriarsi dei PROPRI SOLDI già versati.

IRAP : Imposta Regionale Attività Produttive, un capolavoro di ingegneria fiscale: più assumi ,più paghi. Se lo racconti all’estero si piegano dalle risate.

Questi secondo me, sono i punti su cui bisogna battersi senza se e senza ma. Non per trattare, ma per ABOLIRE.

IO VOGLIO PAGARE ANCHE IL 30/35% OMNICOMPRENSIVO (quindi anche INPS e addizionali locali e regionali) “SOLO ED UNICAMENTE” SUL REDDITO REALE , partendo da una base di zero tasse avendo come punto di riferimento la famosa quota mensile del reddito di cittadinanza ( * sotto si riporta un esempio al 30% anche se in una prima fase si potrebbe partire con il 35%).

E SU QUESTO SIAMO DISPONIBILI A QUALSIASI BATTAGLIA E CONFRONTO POLITICO.
Perchè se in tasca non ci resta neanche il 70% pulito del nostro lavoro , dopo qualche anno che sei costretto a rinnovare il parco macchinari, a rinnovare gli arredi del negozio , per non andare fuori mercato , o ad affrontare una emergenza di qualsiasi natura , sei destinato alla CHIUSURA !

III° Costo fitti locali commerciali

Abbiamo presentato alla maggioranza una proposta che permetta di poter ricontrattare il costo dell’affitto con il proprietario , in modo tale che lo stesso non perda nulla, ma che porti ad avere una decurtazione del canone del 20/25% mensile. Ma ci è stata rigettata .

Ecco perchè a volte siamo duri con questo Governo , abbiamo lottato tanto per toglierci di mezzo il PD e ci ritroviamo a parlare con un muro di gomma .
Aspettare , aspettare , questo alcuni di voi dicono , il problema è che tali argomenti nel contratto di Governo non ci sono e quindi il nostro silenzio sarebbe una semplice omissione e complicità , visto che siamo stati tra i movimenti politici che hanno sostenuto la nascita di questo Governo.

Vi posso garantire che in questo momento è più facile salire sul carro dei vincitori che sbandierare in faccia le cose che servono realmente. E finora non so voi , ma io ho visto solo chiacchiere incorniciate da una valanga di post virali , creati ad arte dai comunicatori dei due movimenti al governo ,che regnano sovrani sui social , avvantaggiati , dalle cavolate fuori dal tempo e da ogni senso di coloro che dovrebbero essere opposizione, ma che continuano a non capire che sono stati superati dal tempo e dalla realtà.

*Esempio 780 euro x 12 = 9.360 ( su questo importo esenzione totale , sulla differenza pago il 30% omnicomprensivo (irpef-inps-add.locali) .
Esempio: reddito 20.000 – 9.360 = 10.640 . Imposta al 30% , totale imposte 3.192 = restano in tasca 9.360+7.448 = 16.808 , chi fa il fesso va in galera .

Se provi ad avviare una attività e guadagni meno di 9.360 nessuno ti chiederà un centesimo e se vorrai chiudere non avrai debiti con lo Stato (quindi abolizione minimali).
Ora invece , ci provi ti va male e diventi un perseguitato vita natural durante. Era meglio restare sul divano.  Resettare per ripartire , questo abbiamo sempre sostenuto e quindi augurandoci che la pace fiscale con l’inserimento dell’allegato  saldo e stralcio del 6/10/25 non venga rimesso in discussione , per ripartire ed evitare che come è accaduto nei precedenti condoni che dopo qualche anno ci si ritrovi sommersi dai debiti tributari , anche il sistema fiscale deve completamente cambiare , andando non sul presunto ma sul reale.

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale P.P.I.

Arriva un accertamento e sei finito !!

Riceviamo e pubblichiamo :

“Ad un controllo relativo all’anno 2013, in piena crisi, con bilancio fortunatamente positivo, ma utili sotto gli studi di settore un presunto  “errore di gestione dei residui di fine anno”  per il quale quell’anno avevamo pagato 11000 Euro di tasse in più. Avete capito bene: avevamo pagato più tasse del dovuto. E invece di farci un applauso per il regalo in un anno di crisi, non potendo appigliarsi a null’altro perché  tutti i nostri clienti sono grandi aziende e quindi tutti i pagamenti sono tracciati, per quell’errore formale a loro dire “gravissimo” hanno considerato TUTTA la contabilità inaffidabile come dire che abbiamo scherzato tutto l’anno , ci hanno applicato il “redditometro”  e appioppato una sanzione di oltre 100. 000 Euro. La regola è semplice: se si muovono per un controllo, qualcosa devono trovare, per star dentro nel ” budget”.  Paradossalmente, chi fa le cose per bene al 100% li mette in difficoltà, perché  non riescono a trovare facilmente i soldi che cercano, e così devono inventarsi modi odiosi per tirar fuori qualcosa. Che ci crediate o no, poco importa. Auguratevi solo che non capiti a voi o alla vostra azienda “

Piccoli imprenditori appesi a un filo (corda)

“Ciao Lino sono un imprenditore della provincia di *************** con 5 negozi di informatica per un fatturato di 10 milioni di euro con 50 dipendenti.
Devo dirti che con ENORMI difficoltà sto andando avanti e sto cercando di non mollare, ma come ben sai tenere alzata la serranda oggi non è facile. Per farla breve io nel corso di questi ultimi 4 anni ho accumulato una montagna di debito verso lo stato (tutto rateizzato e pagamento delle rate in regola) a costo di non chiudere, di pagare stipendi e fornitori. adesso sto con circa 1 milione di cartelle e avvisi vari da pagare e speravo nella pace fiscale per evitare di chiudere ma, a quanto sembra, questi la pace fiscale non vogliono farla… io non ho il coraggio di dire ai miei dipendenti che è finita…alle loro mogli… ai loro figli…. io li conosco tutti sono andato ai battesimi dei figli e a feste varie….. il pignoramento della mia casa (certo) è l’ultimo problema… cerca di far capire che la sanatoria è l’ultima nostra possibilità di restare in vita , su tutte le cartelle ed avvisi di agenzia entrate almeno fino a 500.000 euro con saldo e stralcio e comprensivi di Iva e Inps !
Fai qualcosa ti prego mi sento nell’angolo e solo pensare a che potrebbe accadere mi fa sprofondare in pensieri cattivi…
Raffaele ******* “

Ho voluto pubblicare questo messaggio privato (di simili me ne arrivano ogni giorno) , perchè sia ben chiaro , senza un reset totale qua sprofonda Sansone con tutti i Filistei . CI sarà stato qualcuno che avrà fatto il furbo e ne usufruirà ? Probabile , ma vogliamo buttare a mare l’acqua sporca con tutto  il bambino ? Uno che non ha di proposito pagato le tasse ha una casa intestata da farsi pignorare e pensieri cattivi per la testa ?
Chi ostacolerà una vera pace fiscale si renderà complice di una ennesima mattanza , di piccoli imprenditori e padri di famiglia senza più reddito (spesso over 40/50 anni) .
Se così sarà mi chiedo, come riuscirete a dormire la notte e guardare in faccia i vostri figli ?

Lino Ricchiuti – Presidente movimento Popolo Partite Iva

La fuga di un imprenditore 19enne in UK

Ogni giorno ricevo decine di messaggi , ognuno racconta la sua storia o la sua disavventura , quando però è un 19enne  a scrivermi lo stato d’animo resta più turbato del solito . In questo messaggio che voglio condividere con voi ,  sono descritte esattamente le criticità che noi denunciamo da tempo e che anche il cosiddetto Governo del Cambiamento non ha nessuna intenzione di affrontare , ovvero i costi fissi insostenibili a prescindere dal fatturato. Di seguito il messaggio ricevuto in data odierna :

Salve Lino,
Sono Lorenzo ********  e un anno fa , all’età di 18 anni ho voluto aprire partita iva, dopo 3 anni di attività (part-time) .
Essere imprenditore è sempre stato il mio sogno.
Consapevole di costi ecc…
Però troppa burocrazia, TROPPE TASSE “ calcolate “ su Fatturato mai avvenuto (esempio. Contributi)

Ora sono a Londra e ho riavviato la mia attività…
Mi tassano dal 15 ottobre 2020 (ovviamente non superando gli 86.500 £ all’anno – 97.965 € )

Non richiedono questi contributi previdenziali… specialmente
La tassa che ammazza di più gli imprenditori…

Sarei voluto essere una speranza per gli imprenditori giovani d’Italia… però lo STATO non me l’ha permesso
Esperienze … con 7 mesi di contributi da versare

Vabbè
This is life

Cordiali saluti

Lorenzo *********** 

In 6 anni spariti oltre 50mila negozi

Ad aver subito il maggiore contraccolpo sono stati soprattutto gli esercizi commerciali di dimensioni più piccole: quelli con una superficie inferiore ai 50 metri quadri hanno registrato 31.594 chiusure; a seguire quelli tra i 50 e 150 mq con – 22.873. Perdite di gran lunga inferiori per i negozi tra 150 e 250 mq (-754) e tra 250 e 400 mq (-730).

La liberalizzazione inoltre,  ha inciso negativamente sulla occupazione complessiva del settore senza creare posti di lavoro aggiuntivi: tra il 2012 e il 2016 infatti, gli occupati del commercio sono passati da 1.918.675 a 1.888.951 con una perdita di 29.724 posti di lavoro.

Un calo dovuto soprattutto alla morìa di piccoli negozi. A spingere il dato verso il basso è infatti il crollo dei lavoratori indipendenti, cioè imprenditori e collaboratori familiari, che in questi quattro anni sono diminuiti di oltre 62mila unità, e la flessione degli esterni (imprenditori della consulenza e altro, che appoggiavano la rete dei negozi di vicinato) che invece perdono oltre 17mila posti di lavoro.

Bagno fuori norma per 2 cm : CHIUSURA !

A Padova il Comune fa chiudere un nuovo bar prima della apertura perché mancano 2,00 cm di larghezza della porta del bagno, quindi non a norma. Vi è chiaro chi è il primo nemico di ogni imprenditore? Lo Stato !! Migliaia di leggi, regolamenti, divieti, obblighi contro chiunque voglia fare impresa . Come ti muovi commetti un reato ! Le leggi vanno rispettate , ma se durante i controlli ti dicessero che devi adeguare subito, magari ti organizzeresti per tempo, e invece come in questo caso (fosse l’unico) , il responso è arrivato dopo 20 giorni dal controllo e quindi inaugurazione momentaneamente annullata  per effettuare i lavori e la due giorni di eventi no-stop , con vari ospiti rinviati .

Riportiamo screenshot e commento della titolare del locale ripreso dalla sua pagina Facebook :
” Ah, così per dire, il nostro amico ha voluto farsi la foto PASSANDO per la porta incriminata, causa di chiusura dei prossimi “qualche” giorno. I lavori di adeguamento, dopo i controlli, non ci erano stati dati per certi e/o necessari. Invece all’improvviso… ingiunzione di chiusura, perché i disabili non possono accedere al bagno! Come si evince dalle foto. *Riapriamo martedì 11* e festeggiamo tutti insieme sabato 15!”

“No Signori, così non va”- Domande ai vice premier

Domande ai vice premier

Le critiche a cui si prestano le agenzie fiscali e contributive sono veramente una mole impressionante e, purtroppo, tutte fondate. Diciamo purtroppo perché sarebbe anche giusto che chi è debitore verso lo Stato provvedesse a regolarizzare la sua posizione, a patto che tale debito scaturisca da una normale pressione fiscale, da un’equa valutazione delle cause che hanno portato al debito e da un civile tentativo di riconciliazione bonaria. Tutte cose totalmente assenti in Italia. E’ risaputo che in Italia abbiamo una pressione fiscale spesso superiore a paesi scandinavi, ma servizi da repubblica delle banane, che il debito non viene valutato ne vengono prese in esame le motivazioni che l’hanno generato, che spesso tale debito è inesistente, che non vi è mai, dico mai, la possibilità di un accordo civile.

Chiunque si rechi in un ufficio fiscale verrà trattato come un pezzente, anzi come un delinquente, come un evasore che mette in crisi l’intero sistema Italia con il suo operato da “mala vitoso” ( fonte esperienza personale). Una sorta di difesa preventiva che si manifesta sotto la forma di un’aggressività generalizzata tesa a prevenire e spegnere sul nascere qualsiasi contestazione, l’assurdo è che questo comportamento spesso funziona e molti vengono, così, scoraggiati dal ribellarsi a palesi ingiustizie, anche perché i costi per sostenere un eventuale azione in giudizio sono insostenibili per una piccola impresa o lavoratore autonomo.
Ma questo potrà essere possibile solo con un reset .

Non si guarisce un cancro con qualche aspirina e sinceramente nonostante anche noi inizialmente avevamo spinto per una maggioranza giallo/verde che almeno nel periodo pre-elettorale si erano mostrati benevoli , specie per le piccole partite iva , all’orizzonte si vedono solo pannicelli caldi ed aspirine.

Si chiede tempo , purtroppo è proprio questo , quello che ci manca .
Cosa avete intenzione di fare con i minimi INPS obbligatori ?
Cosa avete intenzione di fare con il durc che sta falcidiando una valanga di piccole ditte specie quelle individuali ?
Cosa avete intenzione di fare con la pace fiscale e con quali modalità , visto che le anticipazioni sono da brividi?
Cosa avete intenzione di fare con i tassi troppo alti di soglia di usura bancaria ?
Cosa avete intenzione di fare per arginare il caro fitto delle attività commerciali ?
Cosa avete intenzione di fare verso gli organi accertatori che ti entrano nell’attività e allora escono quando trovano qualcosa da multare ? Avete intenzioni di cambiare le regole di ingaggio?
Cosa avete intenzione di fare con il solve et repete (prima paga e poi fai ricorso) ?

Potrei continuare all’infinito e sicuramente chi leggerà ne scriverà altre , il problema è che la stragrande maggioranza delle cose che ho scritto nel contratto di governo non ci sono , ma sono esattamente le cose di cui il 90% di noi ha necessità urgente , per provare ad andare avanti.

Lino Ricchiuti – Presidente Movimento Popolo Partite Iva

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“Abolizione bollo auto”: la proposta del P.P.I.

Abolire il bollo auto, sostituendo questa imposta di possesso con una sui consumi, vale a dire finanziandola con le vecchie accise che il Governo sembra voglia abolire. La proposta,  “semplificherebbe la vita dei cittadini e semplificherebbe la vita dello Stato”. I primi non dovrebbero più ricordarsi le scadenze per i pagamenti e lo Stato incasserebbe automaticamente le accise senza dover inseguire gli evasori. Il bollo auto, infatti, porta nelle Casse dello Stato circa 6,5 miliardi all’anno, ma l’evasione ammonta a circa 500 milioni.

Con questa proposta ci sarebbe un risparmio della bolletta per il sistema Italia, perché spostando l’imposta sui consumi si allargherebbe la base imponibile. Infatti pagherebbero anche le circa 3,5 milioni di auto circolanti in Italia ma immatricolate all’estero, nonché i turisti stranieri e i numerosissimi camion e Tir che trasportano merci da e per l’Italia. Il risparmio sarebbe maggiore per le famiglie che percorrono pochi chilometri, a partire dai pensionati “che hanno una piccola macchina solo per fare la spesa o andare al cimitero” .

Inoltre con questo sistema si introdurrebbe il principio “che chi più inquina più paga, e quello che a pagare siano coloro che adoperano strade e autostrade”. In questi anni  sono in aumento le auto con targa estera, per lo più della Bulgaria e della Romania, paesi dove non c’è il bollo per l’auto. Anche esse dunque pagherebbero l’imposta. Il principio di fondo  è di far risparmiare il sistema Italia, cancellando l’evasione e facendo pagare a chi più inquina.

E’ una proposta che pensiamo il Governo possa far propria, perché è una proposta di buon senso, intuitiva, semplice. Dopo il primo anno , nel caso di aumento del gettito rispetto alla precedente impostazione , si potrebbe prevedere una riduzione delle stesse accise per lasciare il gettito attuale invariato . Questa proposta, ovviamente rischia comunque di penalizzare chi utilizza l’auto per ragioni professionali, come i taxisti, gli autonoleggiatori, gli agenti di commercio e i piccoli trasportatori.

Nonostante l’abolizione del bollo auto, questi operatori economici ci rimetterebbero, visto l’elevato numero di chilometri che percorrono ogni anno. Senza contare che nella stessa situazione si troverebbero tutte quelle attività artigianali che si spostano quotidianamente con i propri mezzi aziendali per eseguire interventi/riparazioni presso la clientela (come gli idraulici, gli elettricisti, i manutentori, etc.).

E per questi motivi auspichiamo che con l’eventuale accoglimento da parte del Governo di tale proposta vengano introdotti dei correttivi che tengano conto della specificità di molte imprese artigianali.

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento Popolo Partite Iva

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