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Saldo e stralcio,Total flat tax e lavoro autonomo di cittadinanza

Prima uscita pubblica in contemporanea dopo il patto federativo siglato tra il Presidente Lino Ricchiuti  del Popolo Partite Iva (PPI) e l’On. Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia (FdI) il 7 dicembre scorso alla Camera con conferenza stampa. L”occasione è la manifestazione contro l’obbligo della fatturazione elettronica coorganizzata da Fratelli d’Italia e Popolo Partite Iva il 12 dicembre 2018 a Montecitorio.

Accanto al nuovo obbligo che prenderà il via il 1° gennaio 2019, il tema che ha animato l’intervento del Presidente del PPI  è la pace fiscale, con l’annunciato e mai arrivato saldo e stralcio delle cartelle.

Il Presidente Lino Ricchiuti, usa parole dure contro il Governo, che inizialmente basandosi sui programmi elettorali , specie fronte Lega , avevano sostenuto: 

“Magari fosse solo la fattura elettronica il problema delle imprese. La richiesta del PPI a FdI è stata quella di inserire nella manifestazione uno dei grandi problemi che faceva parte del programma del Centro Destra, il saldo e stralcio di tutte le cartelle Equitalia, se le imprese non riescono a liberarsi dai debiti non potranno mai dare occupazione e non potranno mai migliorare le proprie apparecchiature”

L’intervento di Lino Ricchiuti si chiude con due appelli , il primo al Ministro Salvini: “le promesse si mantengono” riferita alla pace fiscale  , il secondo è una  proposta già annunciata unitamente all’On. Guido Crosetto – coordinatore nazionale di FdI , durante la conferenza stampa del 7 dicembre alla Camera e cioè  “Il lavoro autonomo di cittadinanza e total flat tax” , ripresa il giorno dopo sulla sua pagina facebook  , che riportiamo integralmente :

“….ovvero fino a 780×12=9.360 completamente esentasse , dalla soglia successiva individuare una aliquota incrementale di total flat tax (tasse locali – nazionali – contributiva) in base al reddito tra il 30/40% . Esempio primo scaglione : reddito 20.000 – 9.360= 10.640 su questo calcolare il 30% = 3.192 ( oggi solo di INPS per redditi fino a 15mila vanno via circa 3.700 euro anche con redditi inferiori … e partono le cartelle esattoriali ).  La riforma prevederebbe l’abolizione dei minimali INPS , cioè non più tassare redditi virtuali che spesso non esistono. Se proprio si deve far deficit lo si facesse per creare lavoro e sostenere le micro imprese , con uno shock fiscale e semplificazione (vera) .”

Link intervento su you tube 

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Relazione patto federativo PPI e FDI

Cari amici, sostenitori e simpatizzanti del PPI come già annunciato nei giorni scorsi il 7 dicembre tramite conferenza stampa alla Camera è stato sancito il patto federativo tra noi e Fratelli d’Italia.
Ringrazio per l’enorme lavoro svolto il coordinatore nazionale Paolo Sabbioni e tutto il direttivo del PPI.

Il patto federativo prevede che tutti gli emendamenti da presentare nelle commissioni o in aula e che riguardano il mondo delle partite iva siano discusse e concordate tra le due forze politiche.

Qui non si tratta di utilizzare il metodo simpatia o antipatia per questo o quel leader politico , ma per come siamo messi , la nostra è più una azione basata sulla sostanza . Non si tratta di avere o meno fiducia o simpatia in chi rappresenta il partito con il quale ci siamo federati , quello che a noi interessa è che i punti programmatici per cui ci siamo sempre battuti possano tramutarsi in proposte di legge ed emendamenti e per fare questo occorrono gli uffici legislativi che se sei fuori dal Parlamento puoi solamente proporre sui social. Ma le vessazioni non si sconfiggono con i post sui social , quelli al massimo servono per confrontarci.

Quindi si inizierà subito con le interrogazioni urgenti per il saldo e stralcio e che comprenda tutti i tipi di imposte, per la fatturazione elettronica e per entrambi i provvedimenti saremo insieme in piazza Montecitorio il 12 dicembre alle ore 11.

Inizieremo subito a lavorare per affrontare gli altri problemi :

Durc ; Contributi minimali INPS o di altre casse previdenziali da abolire; Lavoro di cittadinanza (ovvero riconoscere fino alla soglia do 9.360 euro annuo la linea di tax free (780×12), ovvero in esenzione di qualsiasi imposta nazionale, locale, contributiva (proposta Lino Ricchiuti – Guido Crosetto , annunciata in conferenza stampa);

Total tax flat , ovvero una tassa omnicomprensiva le cui aliquote possano entrare nel range tra il 30/40 % , partendo ovviamente dalla zona free tax, esempio: reddito 20.000 – 9.360 = 10.640 su questo si calcola il 30% ovvero 3.192 ( o il 40% a questo servono gli uffici parlamentari per verificare costi e coperture ) .
Se si pensa che adesso solo di INPS si paga 3.700 euro a prescindere se lavori o meno . Quindi tassazione ma sul reale reddito , non presunto;

Impossibilità per gli enti di ricorrere in appello se soccombenti in primo grado;

Abolizione del solve et repete (prima paghi e poi ricorri);

Introduzione del diffidare ad adempiere entro 30 gg durante i controlli a meno di gravi violazioni ( e non come ora che come entrano ogni scusa è buona per fare una multa ) e altri punti che fanno parte del nostro programma.

Con FdI lavoreremo per portarle in aula e poi vedremo chi voterà a favore e chi no.
Al momento non ci sono elezioni nazionali all’orizzonte , quindi l’accordo è più di sostanza che a portar voti come qualcuno ha ventilato ,certo , ci saranno elezioni europee o regionali e se avremo nostri candidati che se la sentiranno di concorrere li proporremo a FdI , lo prevede il patto federativo, in ogni caso questi candidati “prestati” a FdI risponderanno sempre e solo al PPI .

Ovviamente va da sé che più forte diventerà FdI , maggiore sarà anche il nostro peso all’interno della federazione , oggi dobbiamo solo essere fieri che il quinto partito nazionale al quale si sono rivolti tantissimi movimenti e associazioni per federarsi , abbiano scelto noi del PPI e quindi primo obiettivo comune oltre a lavorare sulle normative sarà di scalare la classifica del gradimento degli italiani .

Fidarsi o meno ? Saranno gli emendamenti che verranno presentati che dimostrerà immediatamente , anche ai diffidenti , la bontà per tutti noi di questo accordo .

In vista del congresso che si terrà nei primi 2 mesi del 2019 che avrà anche il compito di riorganizzare territorialmente il movimento Popolo Partite Iva tutte le nomine regionali e locali sono revocate a far data da oggi 8 Dicembre 2018.

Ringrazio tutti i tesserati e sostenitori del PPI sottolineando che tutto ciò è fatto GRATIS e quando ci muoviamo, sacrifichiamo lavoro ( chiudiamo l’attività visto che spesso lo si fa in settimana) e famiglia. Le uniche entrate sono dai tesseramenti e donazioni , che ci permettono di promuovere, spostarci e mantenere in vita il movimento.

Grazie a tutti voi , un abbraccio e andiamo avanti !
Lino

(in Foto da DX : On. Marco Osnato (capogruppo FdI in commissione Finanze) , On. Francesco Lollobrigida (capogruppo FdI alla Camera) , On. Guido Crosetto (coordinatore nazionale FdI), Lino Ricchiuti (Presidente PPI) , Sen. Adolfo Urso (Vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica)

Black friday? Multinazionali ringraziano

Black friday, il presidente del movimento Popolo Partite Iva Lino Ricchiuti: «Non compriamo su Amazon. Compriamo in città e piuttosto chiediamo uno sconto»

No al Black Friday e ai supersconti delle multinazionali che schiacciano la concorrenza dei piccoli esercizi commerciali di quartiere.
A lanciare l’appello, in piena febbre da sconto made in USA, è Lino Ricchiuti, il presidente  del Movimento Popolo Partite Iva. L’inno al consumismo legato al giorno del Ringraziamento – e dunque lontano dalle tradizioni italiane – non può solo nascondere una truffa dietro l’angolo. È un vero e proprio disincentivo al rapporto cliente – titolare, quello che per anni ha permesso alle attività commerciali con una sede ed un titolare “di fiducia” di vitalizzare piccoli e grandi centri cittadini.

«Sarebbe sempre ideale, ma lo sarebbe soprattutto in questi giorni, per dare un forte segnale alle multinazionali che stanno precarizzando tutto il mondo del lavoro – dichiara Lino Ricchiuti presidente nazionale del movimento politico Popolo Partite Iva – dare tutti una mano ai commercianti che hanno un negozio vero nella città, che tra l’altro svolge anche una funzione di presidio e sicurezza nei quartieri. Compriamo da loro e piuttosto chiediamo uno sconto. Non impoveriamoci in tutti i sensi andando dietro alle americanate del Black Friday o di Amazon . Ogni acquisto in rete mette a rischio posti di lavoro e impoverisce l’economia locale. Se non lo capiamo non ci possiamo lamentare del lavoro che manca e dei giovani che emigrano . Attività commerciali che chiudono, significa anche meno entrate per lo Stato e per i comuni che per pareggio di bilancio dovranno poi essere aumentate ai cittadini».

Impignorabilità prima casa anche per le banche

La nostra proposta è che in caso di insolvenza incolpevole dimostrata, la prima casa o le attività economiche non debbano essere espropriate , ma tutelate . Al posto del pignoramento, la dilazione del debito e un fondo statale per garantire alle banche gli interessi per un massimo di 5 anni .

In tempi di crisi, i sindaci sanno bene quanto sia grave il problema della casa. Oltre agli sfratti per morosità, l’insolvenza colpisce anche i proprietari di abitazioni, che si vedono pignorare la casa e finiscono in mezzo ad una strada, diventando un problema sociale.
Il ddl che vogliamo suggerire al Governo e che si possa prevedere che la prima casa e le attività economiche necessarie alla sussistenza non possano essere espropriate.

Per contro, le banche danneggiate dall’insolvenza di cittadini che si sono trovati in una situazione economica tale da non permettere il pagamento di mutui e prestiti, verranno tutelate da un fondo nazionale che garantirà loro gli interessi maturati nel periodo di insolvenza.
Il debito, quindi, verrebbe semplicemente dilazionato nel tempo, in attesa che la famiglia possa tornare a pagare.

I costi del fondo che il d.d.l. dovrebbe istituire sono di gran lunga inferiori a quelli sostenuti dai Comuni che devono fronteggiare il problema sociale di chi perde la casa a causa di un pignoramento .
La stessa proposta mira a fermare il fenomeno legato alla criminalità organizzata, che specula sugli espropri acquistando a prezzi stracciati gli immobili che finiscono all’asta giudiziaria.

Decreto fiscale : le proposte delle partite iva

L’azione politica da portare avanti è quella sulle gabelle dette impropriamente tasse, che non sono legate al reddito e ai meccanismi idioti di recupero crediti vantati verso l’amministrazione pubblica (credito iva e fatture inevase dalla PA). Dico questo, perché di cose su cui mobilitarsi ce ne sarebbero tante ma sortirebbero il risultato di creare confusione ed essere poco incisive. Prima di tutto distinguiamo in modo netto il settore privato personale da quello delle partite iva.
Qui parliamo solo di aziende.

I° categoria. Patrimoniali che bloccano il mercato immobiliare oltre che incostituzionali.

Tari: una patrimoniale camuffata da smaltimento rifiuti, che oltre a non smaltire un bel niente , visto il costante aumento della stessa , è calcolata a mq. inclusi i soppalchi e scoperto. Doppia presa per i fondelli.

IMU: Patrimoniale o bancomat della PA, come la Tari, aumenta in progressione, anno dopo anno, ed è calcolata in base a valori arbitrari fuori mercato, che avrebbe un senso se a quei valori se li comprassero loro gli immobili, ma polemica sterile ed inutile, ai parassiti servono i soldi e quella è la quantità.

P.S. : I VALORI PAGATI NON SONO DETRAIBILI, QUINDI SONO IL NOSTRO UTILE.

II° Rimborsi e tasse sul lavoro.

Rimborso Iva a credito che fra fidejussioni e Durc, Insieme ai crediti vantati dalle aziende private verso le PA, sta facendo fallire aziende sane che non riescono più ad appropriarsi dei PROPRI SOLDI già versati.

IRAP : Imposta Regionale Attività Produttive, un capolavoro di ingegneria fiscale: più assumi ,più paghi. Se lo racconti all’estero si piegano dalle risate.

Questi secondo me, sono i punti su cui bisogna battersi senza se e senza ma. Non per trattare, ma per ABOLIRE.

IO VOGLIO PAGARE ANCHE IL 30/35% OMNICOMPRENSIVO (quindi anche INPS e addizionali locali e regionali) “SOLO ED UNICAMENTE” SUL REDDITO REALE , partendo da una base di zero tasse avendo come punto di riferimento la famosa quota mensile del reddito di cittadinanza ( * sotto si riporta un esempio al 30% anche se in una prima fase si potrebbe partire con il 35%).

E SU QUESTO SIAMO DISPONIBILI A QUALSIASI BATTAGLIA E CONFRONTO POLITICO.
Perchè se in tasca non ci resta neanche il 70% pulito del nostro lavoro , dopo qualche anno che sei costretto a rinnovare il parco macchinari, a rinnovare gli arredi del negozio , per non andare fuori mercato , o ad affrontare una emergenza di qualsiasi natura , sei destinato alla CHIUSURA !

III° Costo fitti locali commerciali

Abbiamo presentato alla maggioranza una proposta che permetta di poter ricontrattare il costo dell’affitto con il proprietario , in modo tale che lo stesso non perda nulla, ma che porti ad avere una decurtazione del canone del 20/25% mensile. Ma ci è stata rigettata .

Ecco perchè a volte siamo duri con questo Governo , abbiamo lottato tanto per toglierci di mezzo il PD e ci ritroviamo a parlare con un muro di gomma .
Aspettare , aspettare , questo alcuni di voi dicono , il problema è che tali argomenti nel contratto di Governo non ci sono e quindi il nostro silenzio sarebbe una semplice omissione e complicità , visto che siamo stati tra i movimenti politici che hanno sostenuto la nascita di questo Governo.

Vi posso garantire che in questo momento è più facile salire sul carro dei vincitori che sbandierare in faccia le cose che servono realmente. E finora non so voi , ma io ho visto solo chiacchiere incorniciate da una valanga di post virali , creati ad arte dai comunicatori dei due movimenti al governo ,che regnano sovrani sui social , avvantaggiati , dalle cavolate fuori dal tempo e da ogni senso di coloro che dovrebbero essere opposizione, ma che continuano a non capire che sono stati superati dal tempo e dalla realtà.

*Esempio 780 euro x 12 = 9.360 ( su questo importo esenzione totale , sulla differenza pago il 30% omnicomprensivo (irpef-inps-add.locali) .
Esempio: reddito 20.000 – 9.360 = 10.640 . Imposta al 30% , totale imposte 3.192 = restano in tasca 9.360+7.448 = 16.808 , chi fa il fesso va in galera .

Se provi ad avviare una attività e guadagni meno di 9.360 nessuno ti chiederà un centesimo e se vorrai chiudere non avrai debiti con lo Stato (quindi abolizione minimali).
Ora invece , ci provi ti va male e diventi un perseguitato vita natural durante. Era meglio restare sul divano.  Resettare per ripartire , questo abbiamo sempre sostenuto e quindi augurandoci che la pace fiscale con l’inserimento dell’allegato  saldo e stralcio del 6/10/25 non venga rimesso in discussione , per ripartire ed evitare che come è accaduto nei precedenti condoni che dopo qualche anno ci si ritrovi sommersi dai debiti tributari , anche il sistema fiscale deve completamente cambiare , andando non sul presunto ma sul reale.

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale P.P.I.