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Cambiare tutto,per non cambiare niente!

Prima era Equitalia , ora Agenzia delle Entrate Riscossioni , ma se a un bagno cambi le mattonelle , non diventa sala da pranzo, sempre cesso rimane .

L’atteggiamento vessatorio dello Stato oltrepassa limiti assurdi, calpestando la dignità delle persone e facendo cessare l’attività a centinaia di aziende, creando di contro migliaia e migliaia di disoccupati. Perché la piccola impresa o il negozio che chiude licenziando 2/3 persone non fa notizia, non vanno sui TG , ma dietro quelle persone ci sono vite, ci sono storie, ci sono famiglie.

Fermo restando il dovere di pagare i debiti con l’erario, ma le imposte devono essere rispettose della capacità contributiva , inoltre non si può pretendere che sia sempre il cittadino a dover dimostrare d’essere nel giusto, a doversi difendere dai soprusi di uno Stato che dovrebbe invece garantirgli la qualità della vita.

Prima di prelevare e bloccare il c/c di una attività, è l’ente di riscossione che dovrebbe fare tutti gli accertamenti del caso e provvedere al prelievo forzoso . La nostra proposta unitamente alla necessità di una sanatoria al 10% di tutte le cartelle esattoriali e pendenze nelle commissioni tributarie ormai non più rimandabile e non la farlocca Pace fiscale recentemente emanata , è che l’eventuale prelievo forzoso non debba mai superare il 20% della disponibilità, o dei pagamenti conto terzi. Non deve far piombare nel terrore i piccoli imprenditori o intere famiglie, nel vedersi portar via la possibilità di vivere, prima e, poi forse, restituire ciò che è stato tolto magari illegalmente. Bloccare il conto corrente di un azienda, già in difficoltà e non dar modo di pagare più stipendi, utenze, fitti e fornitori e la cosa più demente che uno Stato dovrebbe fare.

E poi dicono che l’Italia non riparte. Per forza con questi geni a legiferare, sarà impossibile. L’unica cosa che sanno fare è propagandare la difesa delle partite Iva a parole . 
Ma le chiacchiere e distintivo non riempiono la pancia. Dopo anni di lotta contro governi tecnici e sinistri non ci meritiamo questa ennesima presa per i fondelli. 

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento politico POPOLO PARTITE IVA .

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Magari il problema fosse solo la pressione fiscale

Burocrazia/pressione fiscale  contro micro imprese . Una battaglia quotidiana impossibile da sostenere.

Prendo spunto, da un post sul social  di un collega per una riflessione :

” 4 mesi fa l’Asl vuole la prova di trazione e carico per una dipendente che lavora ad una macchina, documenta con un filmato. Adesso dovrei certificare questo lavoro, ma il problema e che quel lavoro non l’ho più. Questi arcaici dipendenti pubblici pensano sempre ad un lavoro fisso in tutti i sensi, mentre il lavoro oggi è dinamico. Noi dinamici e loro fissi con le loro regole del 900 e i tribunali che gli fanno da spalla. Conclusione, mi toccherà fare finta di avere ancora il lavoro di 4 mesi fa e certificare il lavoro della dipendente. Si lavora così oggi, con concorrenza spietata per grandi numeri e dipendenti pubblici che non sanno come passare il tempo. E la cosa più triste è che sono giovani e credono in quello che fanno.( cit. Domenico Balducci) “

Leggere lo sfogo di questo collega , ma di esempi ce ne sarebbero a migliaia  , fa capire abbastanza bene perchè non se ne può uscire. La burocrazia sfrenata di questo paese, insieme a larga parte dei mali, dalla cattiva amministrazione alla mala politica, dalla mala giustizia ai portoni spalancati per le infiltrazioni mafiose, fino alla corruzione e tutto il resto, nasce da un paradossale e abominevole eccesso normativo e legislativo, un ginepraio tragicomico di leggi e norme mal scritte, spesso criminose o inutili, spessissimo in conflitto fra loro, largamente interpretabili per piegare legge e giustizia, qualcosa di così enorme da porci dalle 10 alle 20 volte ogni altro paese civile. Carichi burocratici  per lo più incomprensibili e farraginosi. In un Paese messo così è difficile anche essere onesti.

A fronte di tutto questo, più volte evidenziato da giuristi e magistrati di massima levatura, posto che nessun partito accenna minimamente a voler mettere mano veramente al problema (quando hai almeno 160/170 mila leggi di troppo, cancellarne 5000 è una presa in giro) non con i soliti “segnali nella giusta direzione” o “primi passi”, ma facendo davvero una riforma del sistema giuridico e legislativo, anche chi studia e scrive di burocrazia e annessi, quali soluzioni trova? Nuove norme e nuove leggi. 

Basterebbe analizzare il flusso di lavoro prodotto per ogni pratica da parte degli enti preposti ed in particolare il tempo per ogni attività e gli oneri richiesti. Attraverso questa analisi si individuano le criticità, i passaggi, gli ostacoli e si semplifica il flusso tenendo conto come obiettivo gli standard europei (parlo di media, nemmeno degli standard ottimali). Il punto qual’è? Che per semplificare il flusso occorre intercedere sul personale, occorre modificare le prassi dei burocrati e licenziare dove possibile. La politica non licenzia questo è il punto! Ci affogheremo in questo mare! 

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale Popolo Partite Iva

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Decreto dignità.. era davvero quello che serviva ?

Troppo facile  fare campagna elettorale dicendo abbassiamo le tasse ( e qua dentro ci metto tutti … quasi tutti).
Poi parli con colleghi lavoratori autonomi , quelli che ancora ragionano non per partito preso , ma con la propria testa e ti dicono : “Mai e poi mai consiglierei a mio figlio/a di aprire una partita iva”.
Già , perché forse non sono chiare quali sono i problemi reali che sono alla base di questa sfiducia dei piccoli imprenditori  nei confronti dello Stato, oltre ai tanti “pizzi” che si è obbligati a pagare obtorto collo. Quelle che per capirci ci sfibrano ogni giorno , ma che se non ci sei dentro non puoi capirle.

Facciamo un esempio (altrimenti si parla di aria fritta).
Tu e il tuo commercialista avete seguito puntualmente le regole che ti hanno imposto, ma poi vuoi o non vuoi un accertamento puó sempre capitare.. e da lí a passare al contenzioso vero e proprio é un attimo.

Il rischio, purtroppo, é che bisogna aspettare anni affinché la giustizia tributaria faccia il suo corso, ma comunque dovrai pagare le spese di difesa dato che commercialista e avvocato tributarista vanno pagati in ogni caso, che tu abbia ragione o meno, e spesso a prescindere dalla bravura di chi ti assiste. E questo non prima di aver pagato un terzo per poter contestare (follia pura … paga e poi puoi difenderti), e questo ovviamente in aggiunta agli oneri dei vari consulenti.

Ma mettiamo che vai in commissione tributaria provinciale e VINCI .. finita ? Macchè ! L’ente forte di una sfilza di avvocati che paghi sempre tu con la fiscalità generale , va avanti fino alla cassazione con la speranza che nel frattempo fallisci e non hai più soldi per continuare la lite.

Una delle nostre proposte nel nostro programma era che , se il contribuente vince il primo grado di giudizio , nessun ente dovrebbe poter fare appello , il contrario si , condannando l’ufficio alle spese con nota di demerito verso la stessa agenzia ( accumulando tot note di demerito il responsabile dell’ufficio viene trasferito in altra regione … voglio vedere in quanti sarebbero disposti ancora a fare accertamenti adminchiam sapendo che sarebbero spediti in altri luoghi ben distanti).

Domanda : quali partiti o movimento propongono una cosa del genere ? E’ estremismo dire che se a un contribuente, un giudice in nome del popolo italiano gli da ragione , l’ente non dovrebbe opporsi ?

Ce ne sarebbero altri di esempi  per ora mi fermo a questo, ma sono convinto che ognuno di voi leggendo queste righe gliene saranno venuti in mente altri… parecchi “altri” .

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale Popolo Partite Iva

 

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