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Cambiare tutto,per non cambiare niente!

Prima era Equitalia , ora Agenzia delle Entrate Riscossioni , ma se a un bagno cambi le mattonelle , non diventa sala da pranzo, sempre cesso rimane .

L’atteggiamento vessatorio dello Stato oltrepassa limiti assurdi, calpestando la dignità delle persone e facendo cessare l’attività a centinaia di aziende, creando di contro migliaia e migliaia di disoccupati. Perché la piccola impresa o il negozio che chiude licenziando 2/3 persone non fa notizia, non vanno sui TG , ma dietro quelle persone ci sono vite, ci sono storie, ci sono famiglie.

Fermo restando il dovere di pagare i debiti con l’erario, ma le imposte devono essere rispettose della capacità contributiva , inoltre non si può pretendere che sia sempre il cittadino a dover dimostrare d’essere nel giusto, a doversi difendere dai soprusi di uno Stato che dovrebbe invece garantirgli la qualità della vita.

Prima di prelevare e bloccare il c/c di una attività, è l’ente di riscossione che dovrebbe fare tutti gli accertamenti del caso e provvedere al prelievo forzoso . La nostra proposta unitamente alla necessità di una sanatoria al 10% di tutte le cartelle esattoriali e pendenze nelle commissioni tributarie ormai non più rimandabile e non la farlocca Pace fiscale recentemente emanata , è che l’eventuale prelievo forzoso non debba mai superare il 20% della disponibilità, o dei pagamenti conto terzi. Non deve far piombare nel terrore i piccoli imprenditori o intere famiglie, nel vedersi portar via la possibilità di vivere, prima e, poi forse, restituire ciò che è stato tolto magari illegalmente. Bloccare il conto corrente di un azienda, già in difficoltà e non dar modo di pagare più stipendi, utenze, fitti e fornitori e la cosa più demente che uno Stato dovrebbe fare.

E poi dicono che l’Italia non riparte. Per forza con questi geni a legiferare, sarà impossibile. L’unica cosa che sanno fare è propagandare la difesa delle partite Iva a parole . 
Ma le chiacchiere e distintivo non riempiono la pancia. Dopo anni di lotta contro governi tecnici e sinistri non ci meritiamo questa ennesima presa per i fondelli. 

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento politico POPOLO PARTITE IVA .

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Saldo e stralcio,Total flat tax e lavoro autonomo di cittadinanza

Prima uscita pubblica in contemporanea dopo il patto federativo siglato tra il Presidente Lino Ricchiuti  del Popolo Partite Iva (PPI) e l’On. Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia (FdI) il 7 dicembre scorso alla Camera con conferenza stampa. L”occasione è la manifestazione contro l’obbligo della fatturazione elettronica coorganizzata da Fratelli d’Italia e Popolo Partite Iva il 12 dicembre 2018 a Montecitorio.

Accanto al nuovo obbligo che prenderà il via il 1° gennaio 2019, il tema che ha animato l’intervento del Presidente del PPI  è la pace fiscale, con l’annunciato e mai arrivato saldo e stralcio delle cartelle.

Il Presidente Lino Ricchiuti, usa parole dure contro il Governo, che inizialmente basandosi sui programmi elettorali , specie fronte Lega , avevano sostenuto: 

“Magari fosse solo la fattura elettronica il problema delle imprese. La richiesta del PPI a FdI è stata quella di inserire nella manifestazione uno dei grandi problemi che faceva parte del programma del Centro Destra, il saldo e stralcio di tutte le cartelle Equitalia, se le imprese non riescono a liberarsi dai debiti non potranno mai dare occupazione e non potranno mai migliorare le proprie apparecchiature”

L’intervento di Lino Ricchiuti si chiude con due appelli , il primo al Ministro Salvini: “le promesse si mantengono” riferita alla pace fiscale  , il secondo è una  proposta già annunciata unitamente all’On. Guido Crosetto – coordinatore nazionale di FdI , durante la conferenza stampa del 7 dicembre alla Camera e cioè  “Il lavoro autonomo di cittadinanza e total flat tax” , ripresa il giorno dopo sulla sua pagina facebook  , che riportiamo integralmente :

“….ovvero fino a 780×12=9.360 completamente esentasse , dalla soglia successiva individuare una aliquota incrementale di total flat tax (tasse locali – nazionali – contributiva) in base al reddito tra il 30/40% . Esempio primo scaglione : reddito 20.000 – 9.360= 10.640 su questo calcolare il 30% = 3.192 ( oggi solo di INPS per redditi fino a 15mila vanno via circa 3.700 euro anche con redditi inferiori … e partono le cartelle esattoriali ).  La riforma prevederebbe l’abolizione dei minimali INPS , cioè non più tassare redditi virtuali che spesso non esistono. Se proprio si deve far deficit lo si facesse per creare lavoro e sostenere le micro imprese , con uno shock fiscale e semplificazione (vera) .”

Link intervento su you tube 

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